Trentino, il Soccorso Alpino punta sui droni intelligenti: dieci nuovi velivoli per trovare i dispersiNews 

Trentino, il Soccorso Alpino punta sui droni intelligenti: dieci nuovi velivoli per trovare i dispersi

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Il Soccorso Alpino e Speleologico Trentino compie un importante passo avanti nell’innovazione tecnologica applicata alla sicurezza in montagna. Sono infatti in arrivo dieci nuovi droni dotati di intelligenza artificiale, termocamere e sistemi avanzati di ricerca, strumenti che permetteranno di velocizzare le operazioni di soccorso e aumentare le probabilità di ritrovamento delle persone disperse in ambienti difficili.

La notizia riguarda un progetto reale sviluppato dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico insieme alle strutture nazionali di formazione. L’iniziativa punta a rafforzare le capacità operative delle squadre trentine impegnate quotidianamente negli interventi di emergenza in quota, soprattutto in contesti complessi come boschi fitti, pareti rocciose e aree innevate.

L’introduzione dei nuovi velivoli rappresenta una svolta importante per il soccorso in montagna in Trentino, una regione dove il numero di escursionisti e appassionati di attività outdoor continua a crescere ogni anno.

Otto nuovi piloti UAS formati in Trentino

Nei giorni scorsi si è concluso a Gardeccia, nel territorio di San Giovanni di Fassa, il polo formativo dedicato agli aspiranti piloti UAS (Unmanned Aerial System). Il corso, organizzato dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico insieme alle strutture nazionali di formazione, ha permesso ad altri otto tecnici del Soccorso Alpino Trentino di ottenere l’abilitazione ufficiale al pilotaggio dei droni.

La formazione dei piloti rappresenta un elemento fondamentale per garantire l’efficacia delle nuove tecnologie durante le operazioni di ricerca e soccorso. I droni, infatti, non sono semplici velivoli radiocomandati, ma veri e propri strumenti avanzati che richiedono competenze specifiche sia dal punto di vista tecnico sia operativo.

I nuovi operatori saranno distribuiti nelle diverse aree del territorio provinciale, così da garantire una risposta più rapida in caso di emergenze. Durante il corso sono state simulate operazioni di ricerca in ambiente montano, interventi notturni e scenari con condizioni meteorologiche difficili.

Parallelamente alla formazione, a Moena sono stati consegnati due droni destinati alle Zone Fiemme Fassa e Primiero Vanoi. L’acquisto è stato possibile grazie a un contributo di 20 mila euro messo a disposizione da FPB Cassa di Fassa Primiero Belluno.

Droni con intelligenza artificiale e termocamere per le ricerche

I nuovi droni del Soccorso Alpino Trentino sono equipaggiati con tecnologie di ultima generazione progettate per aumentare l’efficacia delle operazioni di ricerca dei dispersi. Tra le dotazioni principali figurano termocamere ad alta precisione e sistemi di intelligenza artificiale in grado di riconoscere sagome umane, movimenti e colori specifici.

Queste tecnologie consentono di individuare persone disperse anche in ambienti estremamente difficili, come boschi molto fitti, canaloni, pareti rocciose o terreni coperti dalla neve. Le immagini raccolte dai droni vengono elaborate rapidamente, permettendo alle squadre di soccorso di concentrare gli interventi nelle aree più critiche.

Uno degli aspetti più innovativi riguarda proprio l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. I sistemi installati sui velivoli possono infatti analizzare automaticamente il territorio e segnalare possibili presenze umane, riducendo i tempi di ricerca rispetto alle tradizionali operazioni via terra.

La possibilità di operare anche durante la notte rappresenta un altro vantaggio importante. I droni possono essere utilizzati con sistemi di illuminazione avanzati e sensori termici capaci di rilevare il calore corporeo anche in condizioni di scarsa visibilità.

Per il Soccorso Alpino, ogni minuto può fare la differenza. Ridurre i tempi di individuazione dei dispersi significa aumentare concretamente le probabilità di salvataggio, soprattutto in situazioni di ipotermia o incidenti in alta quota.

Nuovi investimenti per il soccorso in montagna

La Direzione provinciale del Soccorso Alpino e Speleologico Trentino ha inoltre acquistato altri otto droni destinati ai nuovi piloti formati durante il corso. L’obiettivo è quello di creare una rete operativa sempre più capillare e moderna su tutto il territorio trentino.

Attualmente sono in corso ulteriori valutazioni per reperire nuove risorse economiche e completare la dotazione tecnologica delle stazioni trentine. Il progetto potrebbe quindi ampliarsi nei prossimi mesi con l’arrivo di altri velivoli e nuovi sistemi di supporto alle operazioni di emergenza.

In prospettiva futura, i droni potrebbero essere impiegati anche per il trasporto di materiali pesanti in zone dove gli elicotteri non riescono a operare a causa delle condizioni meteo o della conformazione del territorio. Si tratta di una soluzione che potrebbe rivoluzionare il soccorso alpino in ambienti estremi.

Le nuove tecnologie non sostituiscono il lavoro dei soccorritori, ma diventano strumenti preziosi per aumentare sicurezza, velocità e precisione degli interventi. Il Trentino si conferma così una delle realtà italiane più avanzate nell’applicazione dell’innovazione tecnologica al soccorso in montagna.

Innovazione e sicurezza: il futuro del Soccorso Alpino

L’arrivo dei nuovi droni con intelligenza artificiale rappresenta un investimento strategico per il futuro del Soccorso Alpino e Speleologico Trentino. In un territorio caratterizzato da montagne, sentieri e aree impervie frequentate ogni anno da migliaia di persone, poter contare su strumenti tecnologici avanzati significa migliorare concretamente la capacità di risposta nelle emergenze.

La combinazione tra formazione specializzata, nuove tecnologie e collaborazione tra enti locali permette al sistema di soccorso trentino di affrontare con maggiore efficacia le sfide legate alla sicurezza in montagna. I droni potranno infatti supportare gli operatori in interventi sempre più complessi, riducendo i rischi e ottimizzando le operazioni di ricerca.

Il progetto dimostra inoltre come l’innovazione tecnologica possa diventare un alleato fondamentale nella tutela della vita umana, soprattutto in ambienti naturali dove rapidità e precisione possono fare la differenza.

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